Bye bye Jack and Jill

Vogliamo ancora chiamarlo così?

Sharon Davis è una ballerina australiana di fama mondiale. Sharon è anche un’insegnante, performer, coreografa, e si esibisce in spettacoli di burlesque e cabaret: nome d’arte “Bonnie Fox”. Presentazioni a parte, Sharon gestisce la European Swing Dance Championship, una delle maggiori competizioni europee di lindy hop e, poco più di un mese fa, ha postato questo status sulla pagina facebook dell’organizzazione:

“ESDC will not be calling our social division Jack&Jill anymore, in our effort to be gender neutral. Do you have any suggestions on whatwe should call them instead? At the moment I have been just calling them “social division”. I’m interested to hear suggestions! Thanks, Sharon”.

Cioè? Cioè ha dichiarato che, in seno alla ESDC, l’appellativo “Jack and Jill” perderà il suo uso comune, per scelta (diciamo) etica e morale, sociale, perché il Jack And Jill è sì una gara tra coppie, ma chi l’ha detto che le coppie debbano essere quelle tradizionali tra uomo e donna? Naturalmente, grazie alla forza comunicativa del web, Sharon ne ha approfittato per racimolare idee, mentre i sondaggi hanno spiegato le vele navigando sia tra chi ha voluto mixare o inventare nuovi termini, sia tra chi, in disaccordo, preferirebbe mantenere il nome originale. Prima di continuare, però, fermi tutti! Di che sfida stiamo parlando?

COS’è IL JACK AND JILL. Una competizione, si scriveva. Più precisamente un contest molto celebre in tantissimi eventi globali di swing, nel quale leader e follower che gareggiano sono accoppiati da un sorteggio. La sua invenzione sarebbe da imputare al ballerino Jack Carey, che la nominò negli anni ’50; a volte è organizzata a seconda del livello dei ballerini, altre è aperta a più livelli.

Fin qui ci siamo. Come si svolge la competition? Innanzitutto non prevede nessun tipo di preparazione, quindi chiunque può iscriversi, dato che la giuria presterà attenzione ai ballerini che sapranno maggiormente interpretare una musica, improvvisare, divertire, testare la propria capacità di connessione. Per dirla tra amici, non vince il migliore, bensì chi “spacca” di più, chi è stato più sul pezzo. Bene. Accade, dunque, che i partner accoppiati casualmente si esibiscono dapprima su alcuni brani tutti assieme, durante i quali vengono selezionati già alcuni performers (il che può rimescolare, chiaramente, alcune coppie scelte all’inizio): una sorta di “scrematura”, insomma. In seguito, restano in gara circa cinque o sei coppie, che balleranno per un numero variabile di chorus cercando di accaparrarsi la vittoria (resta della giuria la scelta di richiedere pezzi più o meno veloci). Quella mostrata nel video, ad esempio, è una finale di Jack and Jill durante il festival Snowball di Stoccolma:

 

PERCHE’ CAMBIARE NOME. Il punto è che la terminologia “Jack and Jill” sarebbe in un qualche modo discriminatoria, non inclusiva per così dire delle diverse realtà che il mondo del lindy hop, dello swing, e il mondo stesso più in generale, palesano oggigiorno, dunque è per molti obsoleta. Come i nostri tempi ci ricordano, esistono donne che assumono il ruolo di leader nel ballo, uomini che sono follower, persone che amano intraprendere entrambi i ruoli indipendentemente dal sesso, e anche chi non ama essere inquadrato in confini formali. Certo, nella nostra era preferita, quella del jazz, si assumeva che il leader fosse uomo e la donna follower, ma solo per convenzione, non certo per distinzione di genere o divieti particolari, come dimostrano anche dei filmati d’epoca.

IL POOL. Tra i sondaggi più rilevanti, ha avuto molto successo quello di yehoodi.com, nel quale si era arrivati a una manciata di nomi tra cui scegliere (per quando non sia una scelta rigida e obbligata): J&J, Mix and Match, Jess & Jo, The Social Division, The Carey Contest, Lead and Follow…questi sono alcuni suggerimenti tra cui si sono destreggiati gli interessati. Il pool lanciato dal sito, si è concluso con la votazione per Mix and Match che, a quanto pare, è stata la rinomina più gradita dai lettori. L’effetto dell’interrogativo sul nome della gara, ovviamente, si è diffuso per diverse vie, ed alcune realtà ed organizzazioni di fama hanno già deciso di rivoluzionare la faccenda. Ad esempio, l’International Lindy Hop Championship ha dichiarato che, d’ora in poi, la competition di Jack and Jill sarà chiamata Luck of the Draw, per omaggiare l’inclusività di ciascuno; il Lindy Fest si è accodato all’ILHC, mentre il Camp Jitterbug ha scelto un Social come nuovo appellativo.

Molti utenti del web, si sono divisi sul tema. Da una parte troviamo i più propositivi, quelli che, oltre a scervellarsi su nomi differenti, hanno avallato il cambiamento difendendo a spada tratta le collettività LGBT, ad esempio; dall’altra chi, pur rispettando qualsiasi appartenenza o scelta di genere, vorrebbe lasciare le cose come stanno, chiedendo di non trasformare il lindy hop in un continuo tourbillon di discussioni che non hanno molta importanza col ballo in senso stretto. Un “take it easy”, per così dire. Chiaramente, non mancano, poi, le opinioni di chi ha palesato un totale atteggiamento di chiusura verso l’argomento.

Ovviamente il dibattito è ancora aperto, e molti enti ancora cercano di definire la questione: tra ipotesi, scelte e prese di posizione il lavoro è ancora in corso; ognuno può dire la sua o decidere di obiettare. Voi? Come lo chiamereste?

 

La Fosca 

 

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